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Sintesi.
     
Superata la crisi successiva al delitto Matteotti, il fascismo  inizi
la   costruzione  di  un  regime  totalitario.  Tutti  poteri  vennero
concentrati  nelle mani dell'esecutivo e del suo capo, ogni  forma  di
partecipazione   democratica  fu  soppressa  e   l'opposizione   venne
duramente repressa.  (Paragrafo 1).
Il  sistema culturale fu sottoposto ad un attento controllo. Il regime
intervenne   in  modo  massiccio  sull'educazione  e  sui   mezzi   di
informazione,  ma  si interess anche di turismo e  di  manifestazioni
popolari,  allo  scopo  di  far apparire il  fascismo  come  un  fatto
connaturato alla societ italiana, cosicch l'adesione ad  esso  fosse
spontanea e pi ampia possibile. Tema centrale della propaganda era il
mito  del  "duce", cio di Mussolini come simbolo stesso  del  regime.
(Paragrafo 2).
Il regime fascista intervenne anche in campo demografico. Convinto che
la  potenza  di  uno  stato fosse proporzionale  al  numero  dei  suoi
abitanti,  il  regime  fascista  cerc  di  favorire  l'aumento  della
popolazione con misure di vario tipo. Allo stesso tempo venne  diffuso
un  modello di donna come moglie paziente e madre prolifica e amorosa,
e si cerc di frenare l'esodo dalle campagne.  (Paragrafo 3).
A  partire  dalla  met  degli  anni  Venni,  per  far  fronte  ad  un
aggravamento  della  situazione economica,  il  governo  abbandon  la
politica   liberista  ed  attu  una  serie  di   misure,   quali   la
rivalutazione  della  lira e la campagna per  l'autosufficienza  nella
produzione   dei   cereali,  volte  soprattutto   a   raggiungere   la
stabilizzazione   monetaria   e   il   riequilibrio   della   bilancia
commerciale.  I  rapporti  di lavoro vennero sottoposti  al  controllo
dello stato. (Paragrafo 4).
Dopo  una fase di sostanziale moderazione, la politica estera fascista
si  fece  pi  aggressiva;  il  nazionalismo  divenne  una  sua  parte
integrante,  collegandosi  ad ambizioni espansionistiche,  che  misero
l'Italia in contrasto

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con  la  Iugoslavia e con la Francia. Nel febbraio  del  1929  vennero
firmati  i  "patti lateranensi" con il Vaticano, che  consentirono  al
regime fascista di acquisire un pi solido consenso. (Paragrafo 5).
Nel  maggio  del  1928  entr in vigore una  nuova  legge  elettorale,
secondo cui le elezioni per la camera si dovevano svolgere sulla  base
di  una  lista  unica presentata dal Gran consiglio del  fascismo,  da
approvare o respingere in blocco. L'ordinamento costituzionale  veniva
cos  definitivamente sconvolto e Mussolini, in quanto  capo  sia  del
governo  che  del  Gran  consiglio, acquisiva  un  potere  enorme.  Le
elezioni  si tennero nel marzo del 1929: la lista unica ebbe il  98,4%
dei voti.  (6).
